Guardare il lavoro di un giovane, capirne la formazione, la ricerca, l'indirizzo preciso per
definire l'identità è compito primario per chi scrive, e segno di vera partecipazione al lavoro,
corresponsione ad intuizioni seriamente espresse e sviluppate con un'attenzione che non usa
le frasi fatte e profuse all'ingrosso. Sono convinto che ciò possa costruire una delle basi sulle
quali fondare la costruzione della personalità di un nuovo Artista che si arricchisce in egual
misura di approfondimenti tecnici e di linguaggio (il non mai troppo lodato"Mestiere"!) che
degli scambi fra passato e presente, fra generazioni attuali e personalità già evidenziate.
E ciò con i rischi che possono derivare dall'interpretazione di una materia magmatica come
l'oggi, confusa da mode e giochi di mercato dei quali darà la giusta misura naturalmente la
storia facendo decantare (e decadere) la inutile zavorra.
Credo allora che il nostro procedere possa snodarsi fra espressione e riflessione, facendo
ascendere a queste categorie, che ben interpreta l'oggi, gli atteggiamneti di fondo dello
scultore, Campagna, che così vive il quotidiano filtrandone le emozioni.
Vive e opera a Varese, e ciò non è privo di significati, pensando a una Terra ricca di eredità
storica e di cultura, segnata dal lavoro di personalità quali Grandi, Butti, Pellini e di tutti gli
altri artisti che hanno avuto nella zona rilievo, facendo grande questa verde provincia del
nostro "Bel Paese".
Ignazio Campagna viene da una civiltà solare e mediata, nato a Bagheria nel cuore del
Mediterraneo. I suoi antenati sono dunque classici, propenendoci egli una scultura fatta di
ritmi sereni e placati, con una vena riflessiva, nostalgicamente rivolta a ritrovare il segno
composto e severo della forma arcaica.
Nel presente trova aspirazioni e affinità in Maestri che come Moore, Marini, Wotruba e
Negri lo guidano verso i ritmi cadenziati, liricamente enunciati che chiudono nella forma del
presente i ricordi e i frammenti di antiche civiltà.
La sua strada continua in questa precisa direzione, che ha nella pietra il necessario tramite
per farsi scultura
Floriano Bodini, Milano 1992.